Un succhino per digerire il No alla TAV

Il governo ha evitato il deragliamento sulla Tav per uno di quei cavilli burocratici che fanno venire l’orticaria ai militanti pentastellati che sperano ancora che i loro rappresentanti nelle istituzioni sburocratizzino la macchina statale, anzi, la aprano come una scatoletta di tonno. In pratica, la Telt, la società italo-francese creata ad hoc per la costruzione del tunnel della discordia, ha solo inviato gli inviti alle manifestazioni d’interesse, non certo i bandi per 2.3 miliardi, checché ne dica Salvini, peraltro corredati della clausola di dissolvenza, ossia la facoltà per la Stazione appaltante di recedere in qualsiasi momento nei prossimi 6 mesi dalla procedura senza che ciò generi oneri aggiuntivi né per la Stazione appaltante né per gli Stati.
Insomma, un escamotage per rinviare la decisione sulla Tav a dopo le elezioni europee quando i nuovi rapporti di forza all’interno della coalizione di governo avranno l’avallo dei numeri e molo probabilmente decideranno le sorti della Tav.
Quindi neanche Di Maio può cantare vittoria e per riguadagnare i consensi perduti rispetto alle consultazioni per le regionali in Abruzzo e Sardegna non può che fare leva sul reddito di cittadinanza che in effetti sta incontrando il favore dei cittadini: fin dal giorno dello start, il 6 marzo scorso, lunghe code si sono registrate agli sportelli degli uffici postali per presentare la domanda di accesso al reddito di cittadinanza. Un’ondata di aspiranti percettori, fin qui 300mila, della misura di sostegno al reddito che attraversa lo Stivale da Nord a Sud: infatti, contrariamente alle previsioni di quanti considerano il reddito di cittadinanza l’ennesimo provvedimento nel solco dell’assistenzialismo meridionale, nella top five delle regioni con il più alto numero di domande figurano la Lombardia, al secondo posto, distanziata di un centinaio di richieste dalla capofila Campania, ed il Piemonte, al quinto posto, dietro al Lazio che, però, conta un milione di abitanti in più.
Ed in attesa che, a maggio, parta l’erogazione del sussidio, tra il serio ed il faceto è on line il modulo da compilare per richiedere il Succhino di cittadinanza.
Non l’ennesima fake news per cavalcare l’onda mediatica successiva all’approvazione del reddito di cittadinanza ma una vera e propria campagna di marketing virale di successo in quanto sta facendo guadagnare al brand Zuegg, che la sta promuovendo, una visibilità sconosciuta, soprattutto presso i giovani che rappresentano il target più redditizio per ogni azienda.
E come un vero sito web commerciale che si rispetti, non poteva mancare nel finto sito con il form per inoltrare la domanda di adesione al Succhino di cittadinanza anche il questionario con la profilazione dell’ipotetico consumatore: una parodia degli slogan, uno vale uno, e di quelle teorie bislacche, come il terrapiattismo e le scie chimiche, che rappresentano il corredo ideologico di ogni autentico militante pentastellato.
Probabilmente l’iniziativa non fa felici i sostenitori della creatura politica di Beppe Grillo, ma, parafrasando un vecchio adagio, anche nella guerra commerciale ogni mezzo è lecito.

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