Ospedali e criminalita’, l’inchiesta

Si mira a far luce sulle zone d’ombra della sanità campana. S’è insediata giovedì- due giorni dopo la firma del decreto del Prefetto di Napoli Carmela Pagano – la Commissione d’accesso disposta dal Viminale sulla Asl Napoli 1. Obiettivo “verificare l’eventuale sussistenza di tentativi di infiltrazione o di collegamenti della criminalità organizzata nel contesto dell’amministrazione della suddetta Asl, nella cui gestione è ricompreso l’ospedale San Giovanni Bosco”. Proprio dall’ospedale della Doganella, dove negli ultimi mesi si sono susseguiti episodi di sabotaggio, illegalità, corruzione volta alle assunzioni pilotate, è iniziata la raccolta di atti della squadra di ispettori. Il Commissario straordinario dell’Asl Ciro Verdoliva ha trascorso l’intera giornata con i membri della commissione fornendo dati e documenti a partire da quelli sul parcheggio gestito per anni in maniera abusiva. Tutti i dipendenti dovranno essere reperibili per essere ascoltati. Oltre al San Giovanni Bosco nel mirino altri presidi di frontiera come il Loreto Mare, il Pellegrini ed il San Paolo. Si va dalla truffa alle assicurazioni all’assenteismo, agli appalti truccati delle ambulanze private e intanto nei nosocomi si rincorrono le emergenze. Si è scatenata al Loreto Mare, in via Marina, la furia di un paziente 57enne che, in preda ad un raptus, dopo aver rifiutato le cure mediche, ha aggredito medici, infermieri, vigilantes paralizzando per ore l’attività dell’ospedale e portando nuovamente alla ribalta la questione sicurezza nei presidi ospedalieri, già attenzionata da mesi per le aggressioni al Pellegrini. Un escalation di fatti gravissimi che ha spinto Verdoliva a garantire ai dipendenti vittime di raid supporto legale.

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