Festa della Repubblica, il 2 giugno diventa terreno di scontri politici

Non è bastata la Festa della Repubblica a calmare gli animi degli esponenti politici italiani. A 73 anni dallo storico referendum con cui si sancì il crollo della monarchia, il 2 giugno 2019 potrebbe essere ricordato come il giorno delle polemiche. A farne da cornice, il classico protocollo di festeggiamenti.
Domenica mattina con l’arrivo di Mattarella all’Altare della Patria a Roma sono ufficialmente iniziate le celebrazioni. Come da consuetudine, il capo dello Stato ha deposto una corona di alloro ai piedi della tomba del Milite Ignoto. Con lui i presidenti del Senato, Elisabetta Casellati, della Camera, Roberto Fico, e del Consiglio, Giuseppe Conte, e il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta.
A seguire, la parata ai Fori imperiali dove hanno sfilato dinanzi alle autorità 3.975 persone in rappresentanza di tutti i corpi dello Stato. Il tema scelto è stato l’inclusione e, novità di quest’anno, la partecipazione del personale della Riserva selezionata, del corpo civile della Difesa e dei veterani. Al termine della rassegna le Frecce Tricolori hanno sorvolato i Fori. Nel pomeriggio sono stati aperti al pubblico i giardini del palazzo del Quirinale, dove si sono esibite le bande dell’Esercito Italiano, della Marina Militare, dell’Aeronautica, dell’Arma dei Carabinieri, della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza, della Penitenziaria e della Forestale.
E proprio mentre Mattarella presiedeva le celebrazioni è andato in scena un “duello” istituzionale tra Fico e Salvini. “Oggi è la festa di tutti quelli che si trovano sul nostro territorio, è dedicata ai migranti, ai rom, ai sinti, che sono qui ed hanno gli stessi diritti”, ha detto il presidente della Camera. Immediata la replica del ministro degli Interni: “Io dedico la Festa della Repubblica all’Italia e agli Italiani, alle nostre donne e uomini in divisa che, con coraggio e passione, difendono la sicurezza, l’onore e il futuro del nostro Paese e dei nostri figli. Le parole di Fico mi fanno girare le scatole e sono un torto a chi ha sfilato oggi”. Anche Di Maio prende le distanze dal pentastellato “Non avrei mai alimentato questa polemica di distrazione di massa sui migranti il 2 giugno. E’ una sua opinione”.
Emozioni e sorrisi, ma anche qualche muso lungo fra cui quello di Giorgia Meloni che, offesa per essere stata esclusa dai festeggiamenti, ha puntato il dito contro Elisabetta Trenta la quale, però, ha precisato “Alla segreteria dell’onorevole sono stati consegnati diversi inviti per le celebrazioni del 2 giugno. Se la leader di Fratelli d’Italia intendeva riferirsi al mancato riscontro ricevuto rispetto alla sua richiesta di sedere nella tribuna presidenziale, da anni i ‘capi’ dei partiti politici non ricevono più convocazioni speciali in virtù di esigenze organizzative”.

Anna Pirozzi Autore

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