Juventus-Napoli 4-3: ancora a segno Koulibaly….ma nella porta sbagliata

Non è per i tifosi azzurri una partita come tutte le altre, non lo è mai stato ed a maggior ragione in questa occasione, con due grandi ex a rimpinguare le fila degli acerrimi rivali bianconeri anche se dei due, Maurizio Sarri, è stato costretto a dare forfait causa la polmonite che gli ha fatto saltare anche l’esordio in campionato sulla panchina della Juventus. Non è, comunque, l’unica defezione in casa bianconera: per il grave infortunio rimediato durante l’allenamento di rifinitura, distorsione del ginocchio destro con conseguente lesione del legamento crociato anteriore, ha dovuto ammainare la bandiera anche il capitano di mille battaglie Giorgio Chiellini, surrogato dal giovane talento olandese De Ligt. Ancelotti, con tutta la rosa a disposizione, si affida alla stessa line-up della trasferta a Firenze, con l’unica eccezione di Ghoulam al posto di Mario Rui, ed allo stesso modulo, il 4-2-3-1, con quindi a centrocampo la coppia Zielinski-Allan ed il trio Insigne, Fabian e Callejon a giostrare dietro Mertens. Come contro la Fiorentina, gli azzurri nei primi minuti del match subiscono l’iniziativa dei bianconeri che fanno la partita senza, tuttavia, rendersi realmente pericolosi; anzi, il primo squillo della partita è di Allan che con una conclusione dalla distanza impegna Szczesny che si rifugia in angolo. Su un’altra conclusione, di Insigne, che s’infrange contro Bonucci, che stramazza a terra, parte una letale ripartenza dei bianconeri, sorprendendo una retroguardia azzurra mal posizionata, innescata e rifinita, su assist di Matuidi, da Danilo, appena entrato da 10 secondi in sostituzione dell’infortunato De Sciglio. Pochi giri di lancette dell’orologio e la Juventus raddoppia con Higuain che, in area, si libera con un dribbling stretto di un troppo “morbido” Koulibaly prima di lasciar partire d’esterno un missile che s’infila all’incrocio dei pali: sesto centro per il Pipita contro i suoi ex compagni. Un uno-due che manda ko gli azzurri che vanno in confusione lasciando campo ai bianconeri che così dilagano andando vicini al tris due volte con Khedira su cui prima è prodigioso Meret e poi è la traversa a dirgli di no. Nella seconda frazione Ancelotti ridisegna tatticamente al 4-4-2, con Lozano, entrato al posto di un acciaccato Insigne, al fianco di Mertens in attacco e Zielinski spostato sull’out di sinistra della mediana. Con il nuovo schieramento tattico il Napoli dà segni di vita anche se è Matuidi con una conclusione dalla distanza ad impensierire Meret. Tris che non arriva a tardare per merito di Cristiano Ronaldo che finalizza con un destro chirurgico un assist di Matuidi sfatando un tabù: mai a segno prima contro gli azzurri. Il 3-0 inaspettatamente accende il match, con gli azzurri che i due minuti riducono ad una lunghezza lo svantaggio con l’inzuccata di Manolas, su palla inattiva, e con il tap-in di Lozano, su assist di Zielinski, al culmine di una micidiale ripartenza. Subito dopo a mettersi in evidenza è Meret che sulla conclusione di Douglas Costa sfiora la sfera quel tanto che basta per far sì che si stampi sull’incrocio dei pali. Ma le emozioni non finiscono qui: sugli sviluppi di una punizione Di Lorenzo, con l’involontaria collaborazione di De Ligt, insacca per l’incredibile 3-3 strozzando in gola il coro de “O’ surdato nnammurato” intonato dai tifosi juventini in segno di irrisione verso quelli napoletani. Sembra finita, gli azzurri hanno visto le streghe ma sono riusciti a raddrizzare la partita, purtroppo a tradirli è Koulibaly: l’eroe che due anni con una sua incornata ha fatto sognare i tifosi con un’entrata scoordinata beffa Meret per il 4-3 definitivo. Un altro 4-3 dopo quello di Firenze ma a parti invertite ed è amarissimo. Resta, comunque, il dato positivo di un Napoli che nei secondi 45 minuti ha messo seriamente in difficoltà la Juventus riacciuffando un match che sembrava già consegnato agli annali.

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