Jova beach party: Jovanotti conquista la spiaggia di Castel Volturno con oltre 40.000 persone

Tutto è iniziato come una nobile scommessa, per altri una follia, ma certo è che all’inizio la rivelazione di Jovanotti di partire in un “tour” diverso dal solito aveva fatto cacciare gli occhi fuori dalle orbite a moltissimi addetti ai lavori e non. Portare un’artista del calibro e con la carriera di Lorenzo Cherubini- in arte Jovanotti- per le spiagge d’Italia sembrava una mossa avventata.

Eppure a vedere i risultati- oltre 40.000 tutte entusiaste- han fatto stravincere la scommessa all’artista e la sua intuizione si è rilevata geniale in termini di marketing e di qualità artistica.

La spiaggia di Castel Volturno- nello specifico il lido Fiore del Flava Beach- ha ospitato il pubblico trasversale di Jovanotti: bambini, ragazzini, genitori, trentenni e qualsiasi altra categoria e con un pubblico cosi gremito il messaggio di Lorenzo, di salvaguardare l’ambiente e la natura e tutelarci dall’incombente minaccia del cambio di atmosfera ha potuto abbracciare cosi tante anime che di certo si son sentite toccate da questa iniziativa.

Oltre questa nobile iniziativa, di certo Cherubini ha regalato performance leggendarie ai suoi fan: un animo puro, un adrenalina invidiabile, uno spirito che nessun altro ha anche a voler mettere insieme 100 artisti magari anche più giovani di lui. Jovanotti è un vero e proprio animale da palcoscenico e quel palco se lo è divorato con una presenza scenica da far invidia a tutti i suoi colleghi specie quando incita il pubblico a fare “burdello” ( casino).

Implacabile, inarrestabile, instancabile: questi sono i 3 aggettivi ( un caso che comincino tutti per “i”) che sembrano meglio descrivere questo meraviglioso artista. In tutto questo Jovanotti ha 52 anni ma si potrebbero tranquillamente invertire i due numeri in una proprietà matematica insolita.

Artista anche dietro la console, un vero e proprio DJ per discoteche, mixando i più svariati stili musicali che ha affrontato nel corso della sua intramontabile carriera dal reggae , all’afro, al funkie fino alla dance music
Tutto questo dalle 14 del pomeriggio fino ad arrivare in tarda serata, tutto no limits e senza mai fermarsi quasi a far venire il dubbio che quasi non sia come gli altri esseri umani.

Ad accompagnare l’artista altri suoi amici e colleghi, per questa data esclusivamente campani ma con una carriera nazionale e internazionale come Rocco Hunt, Clementino e il maestro Enzo Avitabile e proprio a quest’ultimo Jovanotti al termine del duetto su “Salvammo ‘o munno”, rivolge un inchino a sole aperto in segno di rispetto mentre in serata i due hanno fatto un tributo a quello che per Jovanotti e per tutti è il più grande cantante italiano del ‘900 ossia Pino Daniele sulle note di “I know my way”. Jova era un grandissimo amico del cantante partenopeo e presenziò anche lo scorso anno al concerto tributo allo stadio San Paolo di Napoli, dal titolo “Pino è”.

Il quartetto celebra il canto del Sud – Lorenzo invita la folla a una jumping ovation ( la prima volta che si sente questo termine in risposta alla solita “standing ovation” essendo il pubblico già in piedi) Rocco Hunt canta “Nu juorno buono” e Clementino intona la sua hit “‘O viento”.

L’area destinata allo show è sterminata. Vista dal backstage, rassomiglia al set del felliniano “8 ½”. Ci sono 3 zone parcheggio. Ci sono stand di cibo ovunque e di ogni sorta; beverage; giochi d’acqua, e tante postazioni riservate alla conoscenza della salvaguardia ambientale. Estathé e Corona provvedono a informare la platea sulla necessità della raccolta differenziata dei rifiuti e di come e quanto si possano riciclare i materiali (alluminio, acciaio, plastiche) fino a produrre biciclette, arredi urbani, portamatite.

Jovanotti omaggia la canzone napoletana con tarantelle che si uniscono poi alla sua discografia, e in scaletta troviamo tutte le sue hit del passato unite anche alle hit più recenti accontentando i suoi fan di ieri e di oggi: da “Tutto l’amore che ho” a “Raggio di sole”, “Bella”, “L’ombelico del mondo” mixati ai brani di Michael Jackson, DaftPunk, Guns’n’Roses, e Bruno Mars.
Il concerto finisce e i malpensanti penseranno che la spiaggia sia rimasta completamente distrutta, come succede spesso alla città di Napoli, costretta a stare nella sporcizia e invece si dovranno ricredere perché a fine concerto la spiaggia è stata subito ripulita dagli addetti ai lavori ed anche dal pubblico che ha raccolto da se i propri rifiuti.
Questa è la Napoli bella, la Napoli che vogliamo vedere.

Bellissima intuizione quella di Jovanotti che si è rivelata essere vincente sotto ogni punto di vista e sarà cosi anche per le restanti tappe del JOVA BEACH PARTY.

Marco Assante Autore

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