Gli ospedali nelle mani dei clan

La camorra in corsia. La spartizione dei nosocomi sul territorio campano tra i vari cartelli criminali ha tenuto banco per anni. Dopo il blitz di qualche giorno fa, che ha disarticolato l’alleanza tra i vari clan della zona, sono venute alla luce anche tutte le collusioni tra la sanità e la criminalità organizzata. Stando al racconto di Mario Lo Russo, ex capo camorristico, ogni clan aveva il proprio ospedale di riferimento.
Anno 2016, Lo Russo afferma che l’ospedale San Giovanni Bosco era in mano al clan Contini che monopolizzava i servizi di pulizia, lavanderia e le forniture. Secondo i pm, in quegli anni l’ospedale veniva controllato da Salvatore Botta. “ Interveniva con tutto il suo peso criminale nella decisioni sull’apertura dei reparti – ha spiegato Lo Russo – e sui sindacati che potevano ostacolare le scelte della dirigenza e se qualcuno non era d’accordo, lo faceva picchiare “. Non solo il San Giovanni, infatti il clan Cimmino del Vomero si era infiltrato al Cardarelli mentre da altre indagini risultano tentativi di infiltrazione al San Gennaro da parte dei clan della Sanità.
Scenario da brividi tanto che è stata diramata una nota dal Viminale da cui si evince che la storia degli ospedali della camorra è in cima all’agenda del Ministero degli Interni. Unanime la risposta dei sanitari del San Giovanni Bosco: “ I clan qui ci sono sempre stati, questa inchiesta è utile ma doveva avvenire tempo fa “. E se il day after al San Giovanni regna un’atmosfera spettrale, la polemica politica coinvolge il Governo e la Regione, con il Governatore De Luca che, in risposta al Ministro della Salute Grillo, ha usato toni duri: “ Io commissarierei il Ministero della Salute: vanno sciolti i clan, non liquidati gli ospedali “.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

cinque × 2 =