Crisi di governo, e’ scontro sulla data delle elezioni

Dopo settimane di congetture, retroscena ed indiscrezioni la crisi di governo è ufficialmente deflagrata: ad annunciarla, battendo per una volta nel timing il proprio Miinistro dell’Interno Salvini e respingendone il diktat di dimettersi in modo da costringerlo a venire allo scoperto, è stato il Premier Giuseppe Conte con un’irrituale conferenza stampa convocata a Palazzo Chigi durante la quale ha assicurato che, come ribadito in più di un’occasione, questa che si apre sarà la crisi di governo più trasparente della storia repubblicana data la sua volontà di parlamentalizzarla coinvolgendo le Camere. “Ieri e questo pomeriggio è venuto a parlarmi Salvini il quale mi ha anticipato l’intenzione di interrompere questa esperienza di governo e di andare a votare per capitalizzare il consenso di cui la Lega gode attualmente. Ho già chiarito a Salvini che farò in modo che questa crisi sia la più trasparente della storia . Questo passaggio istituzionale dovrà svolgersi davanti ai parlamentari, non spetta a Salvini decidere i tempi della crisi, spetta a lui spiegare le i tempi della crisi. Il governo non era in spiaggia” Non solo la difesa delle prerogative costituzionalmente garantite al Capo dello Stato e l’invito a Salvini a spiegare agli italiani i motivi , oltre alla volontà di monetizzare l’enorme consenso che gli accreditano i sondaggi, secondo i quali la Lega oscilla intorno al 40%, di far precipitare il Paese in una crisi a mercati ancora aperti, chiuderanno il 20 agosto, e con la concreta prospettiva dell’ esercizio provvisorio in caso di elezioni ad ottobre ma anche la rivendicazione del buon lavoro svolto fin qui dall’esecutivo: “Non accetterò che sia svilito il lavoro del governo che ha parlato poco e lavorato molto . Non era in spiaggia”. “In cauda venenum”, avrebbero detto i latini, ” il veleno nella coda “, visto che proprio alla fine del proprio intervento Conte ha riservato al proprio ormai ex Ministro dell’Interno lo stoccata al curaro con il riferimento all’ultima performance di Salvini, dj sulla spiaggia di Milano Marittima , che ha sollevato un vespaio di polemiche per la sua irriverente versione dell’ inno nazionale . La Lega dunque, ha presentato al Senato la mozione di sfiducia al Premier Conte formalizzando l’apertura della crisi di governo con la seguente motivazione: “Il Presidente del Consiglio non era in Aula al momento del voto alle mozioni sulla Tav per ribadire l’indirizzo favorevole all’opera. Stesse divergenze su altri temi prioritari dell’agenda di governo quali giustizia, autonomia e manovra “. A tal proposito, è stata calendarizzata al Senato per lunedì 12 alle ore 16.00, convocata dalla Presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati , la Conferenza dei capigruppo che dovrà stabilire i tempi di discussione e votazione della mozione. Intanto a tenere banco, dando per scontato l’esito della mozione di sfiducia a Conte, è la data delle elezioni, con la Lega che preme perché si voti o il 20 ottobre o il 27 ottobre mentre il partito del “no al voto” raccoglie sempre più adesioni. Tuttavia d opo l’accelerazione impressa alla crisi di governo, con l’intento di ridare la parola agli elettori il prima possibile, il leader della Lega teme un ‘imboscata da parte degli ex alleati di governo pentastellati e del Pd per varare un governo tecnico , guidato sempre da Conte, per traghettare il Paese verso le elezioni in primavera abbinandole così con quelle regionali. Una possibilità che il leader del Carroccio vede come fumo negli occhi tanto da tuonare: “L’unico dubbio è che sento toni simili tra il M5S ed il Pd, tra Renzi e Di Maio: nessuno prenda in giro l’Italia né si inventi un governo inaccettabile per la democrazia . Spero che Conte non pensi ad un altro governo da premier diverso da questo. Un governo Pd-M5S sarebbe orribile “. In realtà, un’anteprima di una possibile alleanza Pd-M5S per un governo tecnico (con i sondaggi che danno la Lega in netto vantaggio, grillini e dem hanno tutta la convenienza a ritardare il più possibile lo ” showdown ” elettorale in modo da recuperare il gap di consensi rispetto al Carroccio) potrebbe avere luogo alla Conferenza dei capigruppo di lunedì prossimo se i democrat dovessero spuntarla facendo discutere e mettere ai voti la mozione di sfiducia a Salvini prima di quella a Conte. Un tentativo finalizzato ad evitare che la complessa macchina elettorale sia gestita proprio dal leader leghista e che pertanto potrebbe registrare un’inattesa saldatura tra gli interessi dei p iddini e quelli dei pentastellati. Intanto, via facebook, Matteo Renzi esclude accordi sotto banco con i 5S: “Oggi i giornali sono pieni di accordi segreti tra noi ed i 5S. Io non faccio accordicchi segreti”. Insomma, il Premier Conte non è stato ancora sfiduciato, anzi anche sulla calendarizzazione della mozione di sfiducia nei suoi confronti presentata dalla Lega infuria la polemica politica, ma sono già iniziate le grandi manovre dei partiti e gli incontri nelle segrete stanze per il loro riposizionamento in vista delle elezioni politiche anticipate.

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