Bagnoli: progetti fermi al palo

Tra occasioni sprecate, progetti rimasti sulla carta, fondi inutilizzati e una burocrazia lenta e farraginosa il sud Italia rischia di restare un territorio dal valore sprecato, con tutto cio’ che questo significa in termini politici, produttivi, sociali.
Lampante il caso di Bagnoli con l’area ex Italsider e il piano di riqualificazione che non decolla, tra ritardi, omissioni, connivenze.
Il nodo cruciale restano le infrastrutture assenti, ma indispensabili allo sviluppo del territorio e per favorire gli investimenti aziendali. Discorso che riguarda l’area di bagnoli e il progetto di bonifica, iniziato solo parzialmente . Un’area che ancora attende la riqualificazione e dopo 20 anni di immobilismo, commissariamenti, inchieste che hanno portato sequestri e dissequestri, contrapposizioni spesso strumentali tra enti, in primis Comune e Regione, per non parlare delle campagne di allarmismo.
L’ultimo in ordine di tempo quello di Invitalia a proposito dei rischi di vedere allungare ancora i tempi della bonifica se le aree non saranno dissequestrate dalla magistratura.
Si fa fatica a intravedere la fine di una storia industriale e post industriali i cui tratti fondamentali sono scritti sulla pelle dei cittadini di Bagnoli, che tra una generazione e l’altra hanno assistito alla grande opera di dismissione di un’area che per decenni ha si’ dato lavoro, ma anche avvelenato l’aria e i terreni circostanti, rendendo anche la risorsa mare inutilizzabile.
Il riscatto di un quartiere che ne ha pagato caro il prezzo dunque ad oggi ancora non e’ arrivato. Bagnoli, oggi guidata dal commissario Floro Flores, resta il punto di partenza ,e anche di arrivo emblematico di ogni grande opera incompiuta del Mezzogiorno.

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