Addio a De Michelis, firmò alla costituzione del Parlamento Europeo

Uomo dalle grandi intuizioni e dai grandi eccessi, con Gianni De Michelis, spentosi a 78 anni nella sua amata Venezia dopo una lunga malattia, se ne va un protagonista della nostra storia politica. Ministro simbolo degli anni 80, dall’omicidio di Aldo Modo nel 78’ al crollo del muro di Berlino nell’89’, De Michelis è stato attore centrale della fase del disgelo e della politica estera italiana. Firmò il Trattato di Maastricht che dette vita all’Unione Europea, nel 1992, a cavallo del trapasso della Prima Repubblica con lo scandalo Tangentopoli. La sua carriera politica viene ricordata per il suo ruolo da socialista, protagonista della svolta del 76, spalla di Bettino Craxi, di cui è stato a lungo vicesegretario e capogruppo alla Camera.
Con il suo vitalismo segnò in maniera evidente la distanza dal grigio democristiano. In molti lo ricordano per la sua figura eccentrica, nella goliardia di serate in discoteca, circondato da belle donne, simbolo del così detto ottimismo degli anni 80.
Una lunghissima parentesi ministeriale che l’ha fatto uno dei leader del PSI, nonché volto noto della prima Repubblica. Ricoprì vari incarichi nei governi di Cossiga, Forlani, Spadolini, Fanfani, Craxi, De Mita e Andreotti.
Ricordato anche per le posizioni controverse sulla guerra in Jugoslavia e per aver più recentemente atto da mentore a Brunetta.
Con grande lungimiranza, alla conferenza dell’Ocse di Roma del ’91 predisse: «L’immigrazione sarà un problema di una gravità pari alla questione ambientale». De Michelis era figlio della cultura e del fermento politico della sua epoca, e in parte anche dei suoi errori e contraddizioni. Sicuramente con lui se ne va anche un tassello fondamentale della storia della democrazia italiana.
Diversi esponenti del mondo politico e non hanno speso parole nel ricordo dell’uomo e del politico, che tra intelligenze e leggerezze, ha sempre avuto nel cuore la sua città al punto che a quanti gli ricordavano Gianni, tu sei in corsa per fare il ministro, lo capisci? Rispondeva: “Ma vuoi mettere presentarsi al mondo come sindaco di Venezia?”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

13 − 6 =