Maria Grazia Cucinotta, Michela Andreozzi e Vittoria Belvedere con “Figlie di Eva” Alla Casa Della musica di Napoli: Tre donne che si uniscono per combattere l’uomo e il sessismo in una storia divertente e femminista

Tre donne sull’orlo di una crisi di nervi sono legate allo stesso uomo il signor Papaleo, un politico spregiudicato come tanti e anche candidato sindaco alle prossime elezioni.

Elvira è la sua assistente perfetta, quella che sa, vede e provvede all’agire del politico, mentre Vicky è la moglie un po’ svampita e superficiale ma indubbiamente ricchissima e Antonia la classica supplente che sarebbe disposta a tutto per accedere a una cattedra e diventare insegnante di ruolo, anche magari aiutare il figlio “ciuccio” del politico, che è una capra in latino tanto da tradurre in maniera non corretta anche una frase conosciuta come “carpe diem”.
Come la più femminista delle commedie, anche Le figlie di Eva ( acronimo dei tre nomi delle donne: Elvira, Vittoria, Antonia) parte da una situazione iniziale in cui l’uomo è al comando e par essere nettamente in uno stato di superiorità ma per poi scendere notevolmente durante il corso dello spettacolo.

Le tre donne, mettono da parte i dissapori e si uniscono creando una forza, capendo ben presto di poterla far pagare al signor Papaleo: l’uomo dopo averle usate per arrivare in vetta, le scarica senza mezzi termini: Elvira scopre che ha firmato dei documenti che la possono incastrare: si ritrova ad essere intestataria di società fallimentari. Antonia sembra destinata a essere una supplente a vita e Vicky viene tradita e lasciata in diretta tv per una miss bionda e molto più giovane.
Il trio ingaggia un giovane, bellissimo e sprovveduto attore squattrinato, Luca, e lo istruiscono, lo sistemano e lo preparano, fino a farlo diventare un antagonista politico perfetto e da concorrere alla nomina di sindaco e strappare il titolo al cinico candidato premier proprio sul terreno in cui si sente più forte: la politica.

Nel preparare questo piano diabolico, ma che ruota pur sempre attorno a un altro uomo, seppur inetto e ancora acerbo, le figlie di Eva scopriranno il proprio valore: Vicky capisce di potersi rifare una vita nuova, magari nella moda anche, Antonia di essere più sicura verso i propri confronti e di fidarsi più delle persone ( la donna fa fatica a fidarsi degli uomini perché affetta dalla sindrome di Tourette, che la fa essere sempre brutalmente sincera, ed anche molto simpatica poiché cosi esce il suo fascino calabrese) e Elvira capisce che può puntare lei al ruolo di sindaca, avendo sempre lei, prima e dopo, indottrinato gli uomini della politica su come comportarsi e su cosa dire e questo segna l’inizio della loro emancipazione femminile.
Storie di solidarietà femminile come spesso e per fortuna, lo spettacolo dal cinema alla televisione alla musica fino a giungere al teatro ci stanno abituando. Tre grandissime attrici dalla sfavillante carriera come Maria Grazia Cucinotta, Michela Andreozzi e Vittoria BelVedere, dimostrano di quanto la competizione tra dive, guerre fatte tra luci, specchi e prime inquadrature e numeri di battute, sia tutta una fandonia e quando le donne si uniscono creano qualcosa di magico, divertente, adatto a tutte le tipologie di pubblico.

La commedia poi, sembra unire con le tre attrici, le regioni del sud Italia: Maria Grazia Cucinotta e la Sicilia, Vittoria BelVedere e la Calabria e Michela Andreozzi e il Lazio, cosi si crea un bellissimo mix mediterraneo, reso ancora più scalzante dai ritmi delle battute e dalla bravura delle professioniste.
Da segnalare il folto pubblico che nonostante ci fosse la partita Napoli/Arsenal giocata proprio allo stadio San Paolo della città, sia giunto fino alla Casa della musica e tutto ciò non è scontato per un tipo di pubblico calcistico cosi avvolgente e presente come quello napoletano, a dimostrazione del fatto che la trama e la recitazione , fino ai tempi di battuta siano stati molto graditi e a questo giro abbiano vinto.

Marco Assante Autore

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