Fabio Canino: giudice di Ballando con le stelle e conduttore dei Diversity Media Awards 2018: << L’Italia non è un Paese omofobo come vogliono farci credere>>

Fabio Canino esordisce a teatro, dove ha esperienze sia come attore che come autore. Tra le sue interpretazioni troviamo La tempesta di William Shakespeare. Nel 1999 è a teatro con lo spettacolo Carosello, e dopo tutti a letto, di cui è regista e nel 2003 viene scelto per condurre il programma Assolo su LA7.

 

Al cinema esordisce nel 1996, quando recita la parte del protagonista nel film Fratelli coltelli, e nel 1998 ha una parte nel film italiano Besame mucho. Partecipa al programma televisivo di intrattenimento Macao di Gianni Boncompagni e, dal 1998 al 2000, alle Iene.

 

Canino è il conduttore nella rete satellitare GAY.tv, presenta due programmi su Mediaset e conduce alcuni programmi radiofonici, tra cui Play Watch su Play Radio e Star System su Radio Montecarlo. Dal 2007 è uno dei giurati di Ballando con le stelle, programma televisivo sulla danza condotto da Milly Carlucci. Nel 2008 conduce Celebrity, un talent show su Sky Vivo e nel 2013 Aggratis!, programma comico su Rai 2.

 

Canino ha scritto diversi libri, tra cui Lettere alla Iena nel 2001, Mai più senza – Dizionario del perfetto marziano e Rainbow Republic nel 2016.

 

 

Nel 2017 conduce la prima edizione dei Diversity Media Awards, insieme a Carolina Di Domenico, su Real Time.

 

 

  • Significative, le tue parole rilasciate a Tv Blog a metà 2016: “Spesso e volentieri in Italia l’essere dichiarato crea ancora oggi ripercussioni negative sul fronte lavorativo. A parità di competenze capita sovente che venga scelto l’etero”. A distanza di un paio d’anni appoggi ancora questa dichiarazione?
  • A distanza di due anni, devo dire che il contesto televisivo da questo punto di vista è mutato, grazie all’impegno del governo e della legge Cirinnà, che ci ha avvicinato all’Europa. Ma come ogni grande rivoluzione, ci sono sempre dei contrari che portano con sé atti omofobi. Detto questo l’Italia non è un Paese omofobo, nonostante quel che si sente ultimamente in tv, tra i vari casi di omofobia. Certo il governo che si sta per formare non è molto “rainbow” ma l’Italia è un Paese molto più avanti di quanto vogliano farci credere e soprattutto la gente ha altri problemi al momento a cui pensare.

 

  • Sei da sempre in prima linea per le cause LGBT, ed allora come hai vissuto tutti gli attacchi mossi a Giovanni Ciacci e Raimondo Todaro, durante l’edizione di Ballando?
  • Eravamo prontissimi alle critiche, in un programma di sabato sera su Rai 1 ma devo ringraziare Milly Carlucci per aver rischiato cosi tanto. Nel mondo ci sono 47 edizioni di Ballando con le stelle ma noi siamo stati i primi e con questo successo l’anno prossimo nell’edizione inglese del programma ci saranno una coppia uomo/uomo e una donna/donna.
  • Quanto ad oggi osa e rischia la televisione in Italia?
  • Questo è un problema tutto italiano. A  Canale 5 o anche in Rai ci sono sempre i soliti conduttori, questo è dovuto a una questione di soldi, poiché spalmi la stessa persona a cui hai fatto un contratto in più programmi, ed anche a una questione di mancato coraggio e anche a mancato personale  tecnico formato.
  • I Diversity Media Awards (23 maggio) premiano i titoli e personaggi del cinema, della TV, della radio, della pubblicità e del web che, nel corso dell’anno, si sono distinti nel rappresentare in modo attento e rispettoso le persone gay, lesbiche, bisessuali, transgender e intersessuali. Fabio Canino conduttore della serata. Come ci si sente a pochi giorni dall’evento?

 

  • Premiamo tutte le diversità che vengono selezionate da 14 università, che monitorano tutto l’anno i vari spettacoli e dopo vengono scelti i programmi che meglio hanno rappresentato queste diversità e dopo si procede ad un sondaggio online, dove il pubblico decide quale dei programmi deve vincere. Spero l’anno prossimo possa essere premiata Milly Carlucci per quanto fatto quest’anno.

Marco Assante Autore

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