Alimentazione e tumori. Dalla mediterranea alla vegana per gestire e prevenire il cancro

Nel periodo socio culturale in cui siamo immersi, la conoscenza e la buona informazione sono alla base di un corretto stile di vita, soprattutto a fronte della frenesia quotidiana a cui siamo sottoposti. Frenesia e alimentazione non sono amici per la pelle, ma di pelle si tratta perchè talvolta significa salvarla.

A tal proposito abbiamo voluto porre all’attenzione del Dott. Ciro Minore, biologo nutrizionista specialista in nutrizione oncologica, alcune domande riguardanti le diverse abitudini alimentari di ognuno, dalla dieta merditerranea a quella vegetariana e vegana.

Dott. Minore, nell’era dell ‘esasperazione digitale dove si veste con conoscenza medica l’utente “wikipediano”, quanto vale l’informazione fatta dai social e quanto invece danneggia?

Il web è una buona risorsa di conoscenze, ma molte volte danneggia le persone che non sanno scindere le notizie false da quelle vere, l’esempio più eclatante può essere quello delle fatidiche cure miracolose, per i pazienti oncologici, che purtroppo essendo in una situazione psicologica molto delicata, credono in queste BUFALE. Purtroppo ci sono moltissimi ciarlatani che danno delle false speranze a queste persone, approfittandosi della loro buona fede, quindi sta a noi professionisti seri fare delle campagne divulgative contro queste BUFALE che girano sui siti web.

Alimentazione e tumori. Familiarità inequivocabile, ma come poter rimediare ad errori quotidiani e quali cibi sono dannosi. Quali novità in campo biomedico?
I malati oncologici devono praticare una alimentazione personalizzata e molto particolare, adesso darò dei consigli alimentari per i pazienti oncologici, cioè cosa possono mangiare e se possono assumere integratori ; parlerò anche di digiuno controllato e di correlazione tra alimentazione adeguata e migliore prognosi:
Incomincio  parlando di digiuno controllato. Ci sono diverse  fonti che dicono che il digiuno potrebbe avere un effetto anti-cancro, in quanto un digiuno di 48 ore prima di effettuare la chemioterapia, in diversi studi ha evidenziato una migliore risposta alla chemio, ovviamente non bisogna esagerare col digiuno, in quanto  in una persona già debilitata dalla malattia e dalle cure potrebbe avere un effetto contrario.
Questa scoperta è stata messa in rilievo da Valter Longo, ricercatore presso la University of Southern California di Los Angeles, ed essa mette proprio in evidenza questo. La ricerca, cui ha collaborato il Laboratorio di Oncologia dell’Istituto Gaslini di Genova, dice che la restrizione calorica prodotta da 48 ore di digiuno prima della somministrazione della chemioterapia aiuterebbe le cellule sane a proteggersi dagli effetti dei farmaci. Le cellule tumorali invece non risulterebbero protette e sarebbero colpite in pieno dai farmaci. La dimostrazione dei ricercatori riguarda un modello animale di neuroblastoma, tumore pediatrico tra i più aggressivi. In più il digiuno pre-chemio fa si che l’organismo arrivi alla seduta chemioterapica, con fattori di crescita, glicemia ed insulina bassi e questo favorisce l’uccisione delle cellule tumorali da parte della chemio, in quanto valori bassi dei fattori precedentemente elencati mandano in tilt il cancro.
 Gli integratori che possono essere utili per i pazienti oncologici sono quelli a base di curcuma, che ha una spiccata attività antitumorale, in quanto ha attività: antiangiogenetica, pro-apoptotica, anti-proliferativa, antinfiammatoria, tutte queste attività sono dovute alla curcumina presente nella curcuma stessa.
Oltre alla curcuma si dovrebbero anche assumere 20mg di melatonina al dì, in quanto tale molecola oltre ad avere una azione antiangiogenetica, pro-apoptotica ed anti- proliferativa,  ha anche una attività immunostimolante, in particolare verso i NK, che sono le cellule responsabili della distruzione delle cellule tumorali e se non bastasse ha anche attività mieloprotettiva e mielostimolante.
La Melatonina, infatti,protegge il midollo osseo  dagli effetti tossici chemioterapici, esercitando una mieloprotezione, con riflessi determinanti sulla crasi ematica, la dinamica midollare, la eritro-leuco-trombocitopoiesi, in più la melatonina, ha anche attività stimolante la piastrinopoiesi. Quest’ultima attività è fondamentale per le persone che effettuano chemio, in quanto stimolando la piastrinogenesi si avrà una conta piastrinica ottimale, questo permetterà di non saltare il ciclo di chemio successivo, così, si avranno effetti positivi  sulla malattia.
Per quanto riguarda i multivitaminici è meglio usarli una volta debbellato il cancro per eliminare lo stress ossidativo postumo ai trattamenti, ma solo dopo aver distrutto il cancro, proprio perchè hanno attività antiossidante e per questo motivo possono in parte vanificare l’attività dei chemioterapici, in quanto anche gli antiossidanti devono essere bilanciati.
I cibi vietati sono: Tutte le Proteine animali, i cibi raffinati, lo zucchero, i cibi ad alto indice glicemico, ovviamente latte e derivati, alimenti che contengono poliammine. Kiwi, arance e banane contengono i maggiori livelli di poliammine, ma alti livelli di questi composti sono presenti anche nelle melanzane, nei pomodori, nei peperoni , nelle patate e negli agrumi.
Le poliammine sono sostanze indispensabili per la proliferazione cellulare e i tumori sono molto avidi di tali composti, per cui io ai miei pazienti sconsiglio l’uso di tali cibi.
Buona alimentazione: qual è quella più completa?
Quanto detto prima vale per i pazienti malati di cancro, mentre per i pazienti che vogliono prevenirlo, basta una alimentazione di tipo mediterranea, con qualche modifica, che io apporto, in quanto essendo nutrizionista oncologico, mi interesso dei vari aspetti del cibo. Questa dieta mediterranea leggermente rivisitata, consiste, nell’assumere 5 porzioni tra frutta e verdura al dì, eliminare tutti i raffinati, come la farina 00 che è un vero killer per la salute, sostituendoli con cereali integrali, che prevengono il cancro al colon, in quanto lo proteggono, eliminare il latte vaccino, che fa aumentare i fattori di crescita come IGF-1. Diversi studi hanno valutato che c’è una correlazione tra consumo di latte vaccino e aumento del rischio di cancro alla mammella e alla prostata, tale latte lo si può sostituire o con frutta o con un latte vegetale (es. latte di avena), limitare il più possibile i derivati del latte, limitare, anzi se è possibile eliminare lo zucchero e i dolcificanti, che sono peggio dello zucchero, eliminare le carni grasse come il manzo, ma anche altre come il vitello, il maiale, le carni lavorate (salumi, wurstel, ecc.), agnello, pecora, cavalli e capre, tali categorie sono state inserite dall’OMS nel gruppo di alimenti che possono provocare il cancro, specie quello al colon, in particolar modo le carni rosse e quelle lavorate. Inoltre sono da limitare il più possibile gli alimenti ad alto indice glicemico come le patate ed i raffinati. Mentre è utile assumere almeno 3 volte a settimana pesce, specie se è azzurro, molta frutta e verdura, cereali integrali e non esagerare con i cibi ad alta densità  calorica. Un’altra raccomandazione è quella di mangiare una sola volta al giorno il secondo, in quanto troppe proteine animali aumentano il rischio di cancro, inoltre come prevenzione contro il cancro si può assumere anche 1 cucchiaino di curcuma bio al dì.
Vegetariano e vegano. Esistono  possibili relazioni con patologie oncologiche? Un’ideologia a cui sottoporre anche i bambini/neonati? 

Come già detto prima la dieta vegana va bene per i pazienti malati di cancro, ma deve essere revisionata, perchè come visto in precedenza non tutti i vegetali vanno bene e poi va fatta per brevi periodi, in quanto può portare a carenza di vit. b12 se non integrata, con alimenti fortificati, o con integratori. Per quanto riguarda la dieta ovo – lacto – vegetariana è abbastanza completa, anche se rimango del parere, che per prevenire la maggior parte delle patologie e quindi non solo il cancro, la migliore dieta rimanga sempre la mediterranea (però con le dovute modifiche, che ho elencato prima), perchè le diete vegetali hanno un punto debole, che è quello che non prevedono pesce, un alimento antinfiammatorio ed anche antitumorale, specie i pesci ricchi di OMEGA 3. Per i più piccoli valgono più o meno le stesse indicazioni, è inutile rimpinzarli di latte che non solo aumenta il rischio di cancro, ma da come si è evidenziato dalle ultime ricerche fa aumentare, anche il rischio di fratture ossee. La prevenzione contro il cancro, prima la si fa è meglio è, quindi si deve inculcare, la corretta alimentazione già da piccoli. Infine non si deve dimenticare che per avere un corretto stile di vita si deve anche bere 2-2,5 L di acqua al giorno e fare un pò di attività fisica.

 

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Caterina Laita Autore

Direttore editoriale "Quarto Potere" Classe 1980, - Roma - Il Giornale di Napoli - Corrispondente • 2016 - ad oggi - Giornalista Canale 21 - Campi Flegrei Giornalista • 2014 - 2015 • Napoli - Direttore responsabile format "Quarto Live" - Conduttrice format politici e dirette elettorali - Editore/direttore editoriale "Portici Magazine" • 2011 - 2015 Settimanale di informazione dell'area vesuviana, partendo dalla città di Portici - GENTE DI MARE TV Giornalista e conduttrice tv • 2010 - 2012 • Napoli Referente Area Nord di Napoli, conduttrice VG, redattore - Messis - Movimento Dehoniani Europeo. Giornalista • 2010 - 2013 • Napoli. Editorialista - Politiche economiche sociali internazionali - Play tv - Sky Milano. Giornalista sportivo/Rassegne stampa RICONOSCIMENTI: - Mozione Speciale Premio Francesco Landolfo Speciale tv (Televomero) Quarto, corsa contro il (mal)tempo - 2016 - AICCRE (Associazione Italiana per il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d'Europa) Attestato di merito per la professione giornalistica inerenti tematiche europee rapportate alle Regione Campania in modo particolare all'area vesuviana.

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