Vita negli abissi, continua il viaggio del “Corallo”

Dalla storia del corallo, di cui abbiamo parlato la scorsa settimana, passiamo ora ad illustrare la sua pesca e lavorazione.La pesca del corallo rosso, attualmente, viene fatta da corallari subacquei specializzati che,  generalmente, operano in zone molto profonde, tra gli 80 ed i 200 metri . La pesca fino agli anni ’80, avveniva attraverso una barca da pesca a motore, che trascinava una grossa croce di legno a bracci uguali, appesantita da grossi massi ed alla quale erano attaccate reti di canapa. Tale tipo di pesca è stato vietato, in quanto, venivano sradicati, i vari ceppi di corallo, distruggendo così tutto l’ambiente sommerso.

La lavorazione del corallo si divide in due tipologie: il liscio e l’inciso.

Parliamo ora, più dettagliatamente, di queste due forme di lavorazione, iniziando con il liscio. Consiste nel realizzare sfere, barilotti, cannettine per collane, oppure elementi ovali, tondi quali cabochons per anelli e orecchini. Il lavaggio è la prima fase della lavorazione; il  corallo viene immesso in buratti con acqua ed altri componenti, i quali, ruotando, fanno sì che il corallo perda la cosiddetta “veste”, vale a dire la parte più esterna e più giovane del ramo, ancora non calcificata; le scorie vengono, così, eliminate e dal buratto viene fuori il meraviglioso corallo rosso nel suo colore originale; poi segue la  tagliatura,  la fase più delicata dell’intero ciclo di lavorazione. È affidata al capo fabbrica o ad operai esperti.

Il taglio del corallo, di per sé, non presenta grosse difficoltà tecniche ma determina, però, quella che sarà la resa finale di tutta la partita. Una buona tagliatura, sfrutta al massimo la materia prima. Il tagliatore studia il pezzo, e “vede” in esso quello che potrà essere il risultato finale.

Ma il corallo lavorato si presenta opaco e con microscopiche rigature in superficie e la lucidatura, che è la fase successiva, ha il compito di eliminare queste rigature e ravvivare il colore del corallo, lucidandolo. Oggi, la lucidatura è affidata all’ uso di buratti, entro i quali vengono immessi i coralli da lucidare.

Ultima fase è la selezionatura e infilatura del corallo: occorre selezionare delle sfere a seconda del diametro, del colore e delle qualità; solo dopo un’  accuratissima selezione, si passa all’infilatura che, viene fatta in base alle indicazioni che vengono dal reparto commerciale, circa la preferenza che hanno i clienti su lunghezza delle collane, dimensioni, caratteristiche estetiche. Tutte le collane, di uno stesso tipo e dimensione, una volta infilate su cotone, vengono raccolte in “mazze” e tenute insieme da un “torcino”, vale a dire una treccia di cotone molto caratteristica.

Si conclude così la lavorazione del corallo secondo la tipologia del liscio.

Diverso, invece, è l’inciso; questa tecnica è eseguita per lo più dai “Maestri” che scolpiscono il corallo con figure muliebri, motivi floreali, statuine. E’ questa una tecnica che richiede una grande esperienza ed è basata sullo stile, eleganza, maestria e passione per ciò che l’artista sta, in quel preciso momento, creando.

Tutta la storia del corallo è affascinante e fantastica, così come gli abissi marini, in cui questo elemento così prezioso nasce, cresce e vive.

Raffaele Mele Autore

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