Oltre la maschera

Una finestra sul mondo del lavoro, su quello dell’antica arte dell’artigianato dove esperienza si mescola a tradizione, dove l’amore per il proprio lavoro si materializza in opere variopinte nella loro bellezza. Ma cosa c’è dietro un manufatto di artigianato artistico? Fantasia, la ricerca, lo studio e il tempo che l’artista-artigiano impiega per raggiungere la realizzazione di quell’oggetto. Molte opere “artistiche” vengono realizzate attraverso la lavorazione del cuoio, materiale ricavato dalla pelle degli animali, la quale, in seguito a un processo denominato “concia”, viene resa imputrescibile. Nella grande maggioranza dei casi il cuoio (nel linguaggio corrente detto impropriamente pelle o pellame) è ottenuto dalla pelle di animali allevati ed abbattuti a scopi alimentari e pertanto i cuoi, di gran lunga più utilizzati sono cuoi bovini, ovini, caprini, suini, equini, di pesci e più raramente di canguro, cervo e struzzo. Quello che andremo a trattare è la “Vacchetta”, un particolare tipo di pellame che si ottiene con una concia vegetale (la pelle viene messa, per diversi giorni, in grossi barili ruotanti con del tannino, contenuto negli arbusti di diverse piante). Il grezzo è principalmente costituito da pelli bovine di grande superficie. La vacchetta serve per confezionare cartelle, valigie, selle, borse, astucci e altro. Si caratterizza per la buona resistenza all’usura e per tatto gradevole. Oggi, invece, verrà utilizzata in modo alquanto inusuale. Lo sapevate che la machera del Pulcinella è di cuoio? Ebbene si, proprio per le sue caratteristiche di calzabilità e traspirazione, viene usata in teatro ancora oggi. Ma come viene realizzata? Il processo è lungo e laborioso che comprende varie tecniche. La prima fase prevede la realizzazione della maschera in argilla, tenendo presente lo spessore del cuoio usato, circa 1,5/2,5 mm.; nella seconda si crea uno stampo in negativo della maschera fatta col gesso; si cola del gesso liquido sulla maschera d’argilla posta in un recipiente più alto della maschera stessa. Una volta essiccato lo stampo verra svuotato dell’argilla fresca e riempito con un materiale (resina, silicone, cemento fuso, metallo) che servirà, come base, per la realizzazione del Pulcinella. Si otterrà così la stessa maschera d’argilla in un materiale molto più resistente. Fatto questo si prenderà del cuoio con concia al vegetale e si provvederà ad immergerlo in acqua. Dopo circa 20 min. si comincerà a strizzarla, più volte, in modo molto deciso; il cuoio diventerà molto malleabile ed a questo punto che si potrà posizionarlo sullo stampo ottenuto e cominciare a lavorarlo, facendolo aderire alla superficie del calco. In genere, solo il giorno dopo, quando il cuoio è ancora umido si potranno imprimere i particolari con dei bulini e stecche (attrezzi che hanno la punta di varie forme).

La maschera essiccata, una volta colorata, viene rifinita con l’aggiunta dei tre lacci (due laterali ed uno frontale) per non farla muovere durante i volteggi del nostro Pulcinella.

Raffaele Mele Autore

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