POMPEI PRIDE: UN ESERCITO ARCOBALENO INVADE POMPEI CON I SUOI MILLE COLORI D’AMORE

 

 

Un forte e pacifico esercito colorato ha percorso le strade di Pompei per il Pride regionale, al quale hanno partecipato tra gli altri il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Vincenzo Spadafora, titolare della delega alle pari opportunità, la senatrice dem Monica Cirinnà, prima firmataria della legge sulle unioni civili, il sindaco di Napoli Luigi de Magistris. Una manifestazione che ha portato a sé non poche polemiche per la scelta degli organizzatori di attraversare anche il piazzale del santuario della Vergine del Rosario, passaggio che invece è avvenuto in un clima sereno, dove la folla ha accolto in maniera positiva e avvolgente il corteo, sia da parte degli adulti e ragazzi che hanno scattato tante foto e applaudito ed anche udite udite dai bambini, che troppo spesso vengono sottovalutati. In altri luoghi di Pompei in contemporanea si sono svolti presidi di Forza Nuova e del Mis-Movimento Idea sociale contro il Pride, ritenuto blasfemo e anticristiano e in qualche modo oscuro, profanatore di quei luoghi sacri.

 

Adulti, bambini, italiani, extracomunitari. Tutti hanno marciato alla rivendica dei diritti al Gay Pride di Pompei, poi definito correttamente solo come Pride, inviando un messaggio contro le discriminazioni razziali e sessuali. Il Coordinamento Campania­ Rainbow, l’osservatorio vesuviano, Arcigay Vesuvio Rainbow e tutte le associazioni, collettivi, enti e movimenti aderenti hanno scelto come tema al centro del Pompei Pride la difesa della laicità con l’obiettivo di rivendicare la «capacità di autodeterminazione delle persone al di là di qualsiasi condizionamento ideologico sulla base dei principi di libertà, eguaglianza, fratellanza e rispetto, incentrandosi sul potere positivo delle peculiarità umane liberamente espresse».
Il corteo, partito da piazza Falcone e Borsellino, è giunto a piazza Esedra tra centinaia di bandiere colorate, musiche, cori, carri, volti dipinti e sorridenti. Tante le associazioni presenti. Tra i presenti anche il sindaco di San Giorgio a Cremano Giorgio Zinno, (che ha ricevuto una lettera di insulti con due proiettili). Ennesimo caso omofobico dunque.

In questa lunga sfilata non si è visto nulla di sacrilego e profano, come molti hanno scritto e ipotizzato, come molti avrebbero voluto per fare un altro ennesimo attacco mossi da uno spirito ideologico e da un movimento religioso, ma per ore e ore un coloratissimo arcobaleno ha avvolto in un alone sacro la bellezza di Pompei, per l’occasione ancora più bella se possibile. Un occasione per professare il proprio amore che c’è ed esiste e di gridarlo al mondo, visto che ancora oggi le discriminazioni nel nostro stato e nelle nostre leggi vige ancora. Un occasione per combattere l’omotransfobia a suon di musica, glitter senz’altro ma anche con forte ardore affinchè un giorno le cose possano cambiare, senza più dover leggere casi di razzismo e discriminazione, come troppo spesso accade.

Il 14 luglio da piazza Dante a Napoli invece si terrà l’ultimo dei 5 (Avellino, Salerno, Caserta, Pompei)  Pride campani, ovvero il Mediterranean Pride of Naples che terminerà sul lungomare di Mergellina.

 

 

Ecco le parole dei politici che han preso parte al corteo:
CIRINNA’. «Il ministro Fontana rappresenta una minoranza, le famiglie arcobaleno esistono e sono tutelate da una legge dello stato, lo capiranno anche i ministri della Lega. La città ha dimostrato di essere molto aperta, un luogo che sa includere. L’amministrazione è stata disponibile e ovviamente per la Chiesa manteniamo un grande rispetto». Così la senatrice Monica Cirinnà, durante il corteo del Pompei Pride.

DE MAGISTRIS. «Questo Governo inietta vento oscurantista e paura nel Paese, va contrastato, noi tendiamo la mano è più debole. La lotta per le libertà civili si deve fare sempre. Adesso abbiamo il governo più a destra nella storia, dopo il nazifascismo, ma la voglia di lottare contro la discriminazione è altissima». Così il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris.
Vincenzo Spadafora, deputato Movimento 5 Stelle: «Siamo qui per ribadire che il nostro paese ha fatto passi avanti su temi importanti e non può esserci arretramento culturale. Poi sono consapevole che molte delle proposte che vengono dai Pride non fanno parte in questo momento del contratto di governo tra Movimento 5 Stelle e Lega. Però c’è un tema che va a prescindere da tutto: noi possiamo fare un’azione culturale importante per abbattere ogni tipo di pregiudizio, di discriminazione e la mia presenza qui ne è la prova».

Marco Assante Autore

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