VINCENZO SALEMME IN ” CON TUTTO IL CUORE ” TEATRO DIANA – NAPOLI DAL 6 MARZO 2019

una commedia scritta e diretta da VINCENZO SALEMME

con (in o. a.) Domenico Aria, Vincenzo Borrino, Antonella Cioli, Sergio D’Auria, Teresa Del Vecchio, Antonio Guerriero, Giovanni Ribò, Mirea Flavia Stellato

Scene Gilda Cerullo e Renato Lori
Costumi Francesca Romana Scudiero
Luci Umile Vainieri
Vincenzo Salemme cita il cuore nel titolo del suo ultimo strabiliante spettacolo, arrivato dal 6 marzo al teatro Diana di Napoli con la sua affiatata e bizzarra compagnia, e l’attore partenopeo, in effetti, ci mette tutto il cuore anche in questa sua ultima “fatica”. Il cuore sembra essere proprio l’organo scatenante, che muove ogni suo lavoro e c’è lo mette in ogni cosa che fa.

La trama dello spettacolo gioca sul grossolano paradosso, tipico dei suoi lavori, sull’assurdo e sulla continua ironia, quello che gli americani chiamano “Mizunderstanding”, ovvero il malinteso e il non capire quel che si dice, spesso accentuato dal gioco di parole, accostando parole simili nel suono ma completamente opposte nel significato.
Salemme è un insegnante di greco e latino e si chiama Ottavio Camaldoli, che subisce un trapianto di cuore, senza sapere che l’organo proviene da un feroce delinquente assassinato, il quale ha espresso, come ultima volontà, quella di essere vendicato da colui che riceverà in dono il suo cuore. Il povero Ottavio però non ha nessuna intenzione di trasformarsi in assassino, non fa parte della sua natura. I suoi antagonisti, sono la mamma e il fratello gemello del morto, e nonostante appartengano alla malavita ( lei si fa chiamare la fondamentalista e vive in una casa abusiva a Pompei, il figlio si faceva chiamare il barbiere, siccome faceva barba e capello alle sue vittime) sono in realtà personaggi molto strambi, le classiche persone su cui non scommetteresti mai ed è per questo che la situazione che si viene a creare è molto divertente.

Altri antagonisti, se cosi si può dire, sono proprio le persone più vicine al signor Camaldoli, ovvero la sua famiglia. La figlia diciottenne di lui, è la classica ragazza viziata che chiede i soldi al padre e non si preoccupa minimamente di lui, anche dopo i due mesi di convalescenza in ospedale. La ex moglie poi è la tipica moglie che non esce mai di scena, anche dopo il divorzio, ma in virtù del fatto che cerca sempre l’assegno mensile di 750 euro all’ex marito, a cui si appoggia anche il curioso nuovo compagno di lei. Quest’ultimo ha un’attività redditizia nel settore abbigliamento eppure anch’egli si appoggia allo stipendio da insegnante di Camaldoli.

Senz’alcun dubbio, il personaggio più spassoso è la governante indiana, messa dalla figlia a Salemme. Un’apparente donna, non proprio di bell’aspetto ma che durante la messainscena si scoprirà un altarino, neanche tanto inusuale ai fatti di cronaca ma che strappa sicuramente grosse risate al folto pubblico di Vincenzo Salemme.

L’attore campano, ha sempre un’erudita comicità, da molto spazio agli attori della sua compagnia, ciò lo si evince soprattutto con l’infermiere in questo show, anche se li bacchetta sempre, come un professore che bacchetta i suoi alunni, ma tutti si divertono, gli attori stessi, e questo è un dono che hanno davvero in pochi.

Dopo tutte queste risate, il messaggio che la commedia lancia è quello che il cuore di ognuno di noi è diverso, anche se si ha un trapianto di cuore, non si trapianta anche la sua anima con sé. Il signor Camaldoli, da apparente fesso, comunica questo forte gesto.

Marco Assante Autore

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