Dal 22 al 28 febbraio al Teatro San Carlo Un Ballo in Maschera…

Direttore | Donato Renzetti
Regia | Leo Muscato
Scene | Federica Parolini
Costumi | Silvia Aymonino
Luci | Alessandro Verazzi
Movimenti coreografici | Alessandra De Angelis
Assistente alla Regia | Niklas Johansson

Interpreti
Riccardo, Conte di Warwick, Roberto Aronica / Celso Albelo
Renato, creolo, suo segretario e sposo di Amelia, Luca Salsi
Amelia, Saioa Hernández / Susanna Branchini
Ulrica, indovina nera, Agostina Smimmero / Anastasia Boldyreva
Oscar, paggio, Anna Maria Sarra / Marina Monzò
Silvano, marinaio, Nicola Ebau
Samuel, nemico del Conte, Laurence Meikle
Tom, nemico del Conte, Cristian Saitta
Un Giudice, Gianluca Sorrentino
Orchestra, Coro e Corpo di Ballo del Teatro di San Carlo

Produzione del Teatro dell’Opera di Roma in coproduzione con Malmö Opera

Spettacolo in Italiano con sovratitoli in Italiano e in Inglese

Ognuno può facilmente immaginare quanto invasive possano essere state le ingerenze censorie, ma fino a che non le si tocca con mano non si riesce davvero a capire quali enormi compromessi dovevano accettare i compositori, poeti e letterati. Quello che sembra giusto e necessario fare, spesso non è quello che un compositore può permettersi. E nemmeno potremo capire fino in fondo quanto realmente si modifichi il senso dell’opera cambiando ambientazione ed epoca”. Queste le riflessioni di Leo Muscato, il regista che firma Un ballo in maschera, andata in scena al Teatro di San Carlo da venerdì 22 a giovedì 28 febbraio.

Questa produzione del capolavoro verdiano dalla Malmö Opera e dal Teatro dell’Opera di Roma, ripristina sia l’ambientazione originaria dell’azione in Svezia nell’anno 1792, che i nomi del primo libretto di Antonio Somma proposto da Giuseppe Verdi al Teatro San Carlo agli inizi del 1858. La versione originale, quella precedente ai pesanti tagli dettati dalla censura, era basata sul testo di Eugene Scribe, ovvero Gustave III, ou le bal masque (Parigi 1833), che a sua volta si ispirava al ferimento mortale subito dal re di Svezia, Gustavo III – uomo illuminato e di grande finezza culturale – in occasione di un ballo mascherato la sera del 16 marzo 1792.
La regia di Muscato è ottima, e lo spettacolo ,che dura all’incirca tre ore ( pausa inclusa) è molto scorrevole ed appassionante, i costumi, neanche a dirlo, sono coloratissimi e aiutano a calarsi nell’opera e le voci sono sublimi e angeliche, tanto da udire un coro di voci angeliche, nonostante la storia sia dalla trama peccaminosa. Di grande impatto visivo poi le scene, che cambiano con grande rapidità e velocità.

Marco Assante Autore

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